
Il 12 Marzo 1977 veniva chiusa, anzi distrutta Radio Alice.
Era nata circa un anno prima in una soffitta di Bologna, usando come trasmittente un residuo bellico statunitense della Seconda Guerra Mondiale.
Il nome era ovviamente ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, ma anche a quello della figlia di una delle fondatrici.
Radio Alice era nata sull’onda delle Radio Libere, che cercavano di sconfiggere il monopolio RAI dell’emissione di trasmissioni. La caratteristica più spiazzante (e odiosa per le autorità) era l’uso della «diretta telefonica»: in pratica, chiunque poteva telefonare allo studio e andare in onda.
La radio non aveva un palinsesto, ma era un fluire continuo di quella che era chiamata «comunicazione liberata» e così si passava dalla lettura di poesie alle trasmissioni di concerti passando per le lezioni di Yoga.
Il 12 Marzo del ’77, a Bologna ci fu una manifestazione di protesta per l’uccisione di uno studente e militante di Lotta Continua, Francesco Lorusso, da parte di un carabiniere.
Ci furono scontri violenti con le forze dell’ordine. Manifestanti e semplici testimoni telefonavano a Radio Alice per raccontare quello che accadeva.
La Polizia si convinse che Radio Alice stava «dirigendo i manifestanti» e così irruppe nella soffitta, distrusse tutti i macchinari e arrestò tutti i presenti.
Ovviamente furono tutti prosciolti, ma la breve quanto strabiliante vita di Radio Alice finì.
(Per la verità fu rimessa in piedi da altri e funzionò ancora per circa due anni).
L’irruzione e la distruzione di Radio Alice furono ovviamente raccontate in diretta e restano documento audio di grande interesse storico.