
Il 7 Febbraio del 1952 nasce Vasco Rossi.
Originario di Zocca, in provincia di Modena, figlio di un camionista e di una casalinga amante della musica, viene iscritto ancora giovanissimo a una scuola di canto.
Ha un’infanzia serena, ma da adolescente viene mandato in un collegio di salesiani, che si rivela per lui un ambiente insopportabile, al punto da farlo scappare per due volte.
Diplomato in ragioneria, si trasferisce a Bologna per fare l’Università, si immerge nel mondo delle lotte studentesche e simpatizza con gli anarchici.
Intanto, con degli amici apre un locale a Zocca e poi una radio libera, Punto Radio: è una radio di importanza storica, perché c’è un procedimento penale nei confronti di Vasco; nel 1976 un pretore definisce incostituzionale il monopolio Rai, assolvendo Vasco e i suoi amici e aprendo la strada a tutte le Radio Libere.
Il primo album di Vasco Rossi è «…Ma cosa vuoi che sia una canzone…», un disco bellissimo, anche se ancora lontano dal rock, dove ci sono, fra le altre, le meravigliose «La Nostra Relazione» e «Jenny è Pazza».
Poi pubblica «Non siamo mica gli Americani», dove ci sono «Albachiara», «Fegato Spappolato», «Faccio il Militare» o «La Strega», canzoni belle quanto trasgressive nell’Italia degli anni ’80.
I dischi successivi seguono la scia di questo, pieni di pezzoni che arrivano come pugni allo stomaco della borghesia benpensante: «Bollicine», «Vado al Massimo», «Vita Spericolata», «C’è chi dice No» e tante altre.
Ma anche di bellissime canzoni piene di delicata poesia, come «Una Canzone per Te», «Ogni Volta», «Va Bene Così», «Dillo alla Luna».
Vasco arriva a un successo clamoroso lentamente, nel corso di anni, facendo tantissimi concerti ma anche facendo molta provocazione sui giornali, in T.V., a San Remo. A volte involontariamente, come quando si fa arrestare (due volte) per possesso di droga.
In carcere riceve la visita di Fabrizio De André e Dori Ghezzi.
La sua produzione successiva agli ’90 mi ha interessato poco, anche se c’è un sacco di gente che conosce quasi solo quella.
Per me il Vasco degli anni ’80 è uno dei punti più alti mai raggiunti dal rock in Italia. Canzoni bellissime, suonate da musicisti eccezionali, arrangiate e prodotte in modo fantastico, piene di poesia, di cuore e cervello, di anticonformismo.
A cavallo tra gli anni ’80 e ’90, quando ero solo un ragazzino delle medie, quelle canzoni mi travolsero come un treno e le porto nel cuore da tutta la vita.

Il 7 Febbraio del 1971 venne finalmente introdotto il suffragio femminile in Svizzera, in vergognoso ritardo rispetto agli altri paesi europei e al culmine di una lotta dei movimenti femministi svizzeri durata cento anni.