
Il 3 Marzo del 1986 usciva «Master of Puppets», terzo album dei Metallica.
Il cantante James Hetfield e il batterista Lars Ulrich, i fondatori della band, si chiusero in un garage a El Cerrito, in California, per scrivere le canzoni: mettevano insieme una serie di riff finché non ne usciva una canzone, a cui poi davano un titolo; a quel punto Hetfield scriveva un testo adatto al titolo e alla musica.
Quando i pezzi furono pronti, chiamarono il bassista Cliff Burton e il chitarrista Kirk Hammett per le prove.
Ulrich prese lezioni di batteria e Kirk Hammett andò a lezione da Joe Satriani per migliorare la tecnica e incidere assoli migliori.
Siccome in America non trovavano uno studio con una acustica che li soddisfacesse, i Metallica decisero di andare a incidere in Danimarca (patria di Ulrich), a Copenhagen.
Il sound curatissimo, compattissimo, durissimo e veloccissimo si sposava con le consuete tematiche cupe (abuso di droga, follia e riferimenti alla letteratura dell’orrore, specie a H.P. Lovecraft).
Fu un successo commerciale incredibile per un album di trash metal: vendette 12 milioni di copie ed è considerato uno di più influenti dischi metal di sempre.