
Il 18 Marzo del 2017 moriva Chuck Berry.
Era nato nel 1926, in una famiglia benestante, quarto di sei figli. Imparò a suonare la chitarra da ragazzino, ma aveva anche la tendenza a comportarsi da delinquente.
Aveva 15 anni quando fece il suo primo concerto, ma poco tempo dopo fu arrestato per aver rapinato l’auto a un passante, minacciandolo con una pistola scarica e rotta. Finì in riformatorio.
Quando uscì, fece molti lavori, ma sempre arrotondava lo stipendio suonando nei locali, non solo il blues per i neri, ma anche il country per i bianchi: la commistione di questi due generi fu poi la base di molti suoi successi e del suo stile chitarristico.
Col passare del tempo, era diventato un chitarrista piuttosto bravo.
Negli anni ’50, Muddy Waters lo raccomandò a Leonard Chess della Chess Records e Berry azzeccò un singolo dopo l’altro, diventando una star: Johnny B. Good, School Days, Rock ‘n Roll Music.
Ma proprio quando era all’apice del successo, fu arrestato per aver aver avuto rapporti sessuali con una quattordicenne.
Dopo tre anni di carcere, il pubblico lo aveva abbandonato, ma riuscì a sfornare diversi nuovi buoni singoli e la sua carriera musicale proseguì, anche se non tornò mai ai livelli degli anni ’50.
Ha continuato a suonare e fare concerti fino a quasi 90 anni.