
Il 6 Febbraio 2015 moriva Kayla Mueller.
Nata nel 1988 in Arizona, negli USA, era diventata attivista per i diritti umani e aveva lavorato in India coi rifugiati tibetani, in Israele e in Palestina.
Nel 2012 era andata nel sud della Turchia per aiutare i profughi siriani. Il suo fidanzato era un medico di Medici Senza Frontiere, il 13 Agosto del 2013 era andata con lui ad Aleppo. Al ritorno ci fu un assalto di miliziani dell’Isis e fu rapita.
Circa un anno dopo apparve una sua lettera in cui diceva di essere ancora prigioniera, ma in buone condizioni. Diceva che la trattavano con gentilezza.
Non era vero. Una ragazza che era prigioniera con lei, Yazidi, di 13 anni, riuscì a fuggire e raccontò la verità: i miliziani dell’Isis avevano violentato Kayla moltissime volte, la tenevano come schiava del sesso, insieme ad altre ragazze molto più giovani di lei.
Il 10 Febbraio del 2015 a famiglia Mueller ricevette un’email dall’Isis con le foto del cadavere di Kayla.
Pare sia morta durante un attacco aereo dell’esercito giordano, in un rifugio dove era stata lasciata sola.