
Il 2 Febbraio del 2014 moriva Philip Seymour Hoffman.
Nato nel 1967 in una cittadina nello stato di New York, sua madre era una giudice e suo padre un dirigente della Xerox. I suoi divorziarono quando aveva nove anni.
Iniziò a recitare al liceo, prima si dedicava alla lotta ma aveva dovuto smettere perché s’era fatto seriamente male al collo.
Era bravo e per questo lo selezionarono per partecipare a importanti corsi di formazione per attori e finì col prendersi un Bachelor of Fine Arts, una sorta di laurea per gli artisti che esiste negli USA.
Cominciò a fare abuso di stupefacenti già all’Università, ma dopo la laurea frequentò un programma di riabilitazione e riuscì a disintossicarsi.
Si faceva di «tutto ciò su cui poteva mettere le mani», raccontò in un’intervista.
Si dedicava al teatro che al cinema e presto divenne uno degli attori più apprezzati delle produzioni indipendenti americane. Fu ovviamente notato dalle grandi case di produzione e arrivò a partecipare a «Profumo di Donna» con Al Pacino. Da lì, la sua carriera decollò.
Vinse l’Oscar come migliore attore con il film «Truman Capote – A sangue freddo»
È morto a 46 anni per una «speedbal», un misto di eroina, cocaina e benzodiazepine.
Aveva ricominciato a drogarsi dopo 23 anni di astinenza.
S’era spostato a vivere in un appartamento diverso da quello della famiglia per non farsi vedere in quello stato dai figli.